UN PO’ DI STORIA

Il borgo sorge sul contrafforte di un gruppo di quattro colline dette “di Castelvecchio” per la presenza di un’antica fortificazione ormai ridotta a poche pietre sparse. A sud il paese degrada su una pianura morenica attraversata dal fiume Margorabbia, emissario dei piccoli laghi di Ganna e di Ghirla, che in località Ponte Nativo s’incunea in un tragitto sotterraneo di cavità e cunicoli di origine carsica, conosciuto come “Orrido di Cunardo”.
Per complesse ragioni storiche la parrocchia di Cunardo (come le altre della Valmarchirolo e della Valcuvia) fa parte della diocesi di Como e segue il rito romano, mentre tutte le altre comunità religiose del Varesotto appartengono alla diocesi di Milano e seguono il rito ambrosiano.
Prima dell’istituzione della parrocchia il centro della vita religiosa era la chiesa plebana (Canonica di Cuveglio o di Brezzo di Bedero) con i canonici itineranti a celebrare nei villaggi. Cunardo fu uno dei primi paesi della zona ad attrezzarsi per chiedere l’erezione a parrocchia autonoma, che venne ufficialmente istituita nel 1470 quando era vescovo di Como Branda Castiglioni.
Nel settembre 1932 con decreto del vescovo Macchi la parrocchia fu elevata alla dignità di “prepositurale” in occasione dei cinquant’anni di sacerdozio di don Antonio Santamaria che dedicò completamente il suo ministero sacerdotale a Cunardo (1883-1946) e fu l’ultimo parroco scelto, per antico privilegio, dai capifamiglia.

CRONOLOGIA PARROCI-PREVOSTI

Ci hanno condotto e ci accompagnano nel nostro oggi offrendo il loro ministero sacerdotale perché a noi non manchino mai la parola evangelica e i sacramenti.
1.     1579 – 1585    De Giorgi 
2.     1585 – 1611    Don Antonio Indemeno
3.     1611 – 1623    Don Andrea De Mandellis
4.     1623 – 1637    Don Giovanni Antonio Filippini
5.     1637 – 1672    Don Giovanni Pietro Podino
6.     1672 – 1677                 ?
7.     1677 – 1730    Don Stefano Morello
8.     1731 – 1735                 ?
9.     1736 – 1750    Don Antonio Francesco Vannetti
10.    1751 – 1802    Don Giacomo Bettoli
11.    1803 – 1837    Don Francesco Gianantoni
12.    1838 – 1856    Don Domenico Testi
13.    1858 – 1883    Don Gian Battista Tagliaferri
14.    1883 – 1946    Don Antonio Santamaria
15.    1946 – 1971    Don Leone Del Signore
16.    1971 – 2010    Don Lodovico Giossi
17.    2010 – 2013    Don Paolo Busato
18.    2013 – 2017    Don Loris Flaccadori
19.    2017 – 2026    Don Francesco Donghi
20.    2026 –             Don Lucio Fasoli
La cronologia è desunta dai registri parrocchiali che risalgono al 1579 (primo atto un battesimo del 10 ottobre).

CHIESA  S. ABBONDIO

È la chiesa parrocchiale: sorge, a dominio del paese, sull’area che fu già occupata da precedenti edifici e dall’annesso cimitero. L’attuale è stata costruita a partire dal 1752 e consacrata il 13 Giugno 1779 dal Vescovo di Como Mons. Mugiasca. Il progetto fu affidato all’architetto Antonio Zanone di Cunardo ed i lavori seguiti da don Giacomo Bettoli di Ardena, parroco di Cunardo dal 1751 al 1802. All’interno vi sono tre altari, il principale è dedicato al Patrono Sant’Abbondio, alla sua destra quello dedicato al S.S. Crocefisso e, a sinistra, il terzo dedicato a Sant’Antonio da Padova, la cui statua in legno risale al XVII secolo.
Gli affreschi contenuti nella parrocchiale si possono dividere in tre gruppi distinti per autore ed epoca di realizzazione. I più antichi, e coevi con la costruzione, sono i due che affiancano l’altare maggiore: Sant’Abbondio che guarisce il figlio del governatore di Como e a sinistra la Madonna con San Giuseppe e San Nazaro, la terza figura ai piedi della Madonna dovrebbe essere il finanziatore dell’opera. Sono opera di Alessandro Valdani di Chiasso (1712-1773), a cui è attribuibile anche l’affresco del fonte battesimale all’ingresso della chiesa. Nel 1871 lavorò il pittore Luigi Sabatelli di Milano dipingendo la volta dell’altare maggiore con le tre virtù teologali ed i gruppi di angioletti; suoi sono anche i quattro evangelisti ai lati della cupola. Nel 1930 venne chiamato Cesare Maroni di Milano per illustrare la volta della cupola con le otto figure di Santi. Due tele, una con soggetto la gloria di Sant’Abbondio e l’altra la Crocefissione, sono invece opera di Mola di Stabio.
Nel 1979 si è rimesso mano all’edificio per una radicale ristrutturazione del pavimento, del tetto, delle facciate esterne e di tutte le pitture interne. Di raffinata fattura è il pulpito scolpito in legno realizzato nel 1936 da Onorato Ferrari di Ponte di Legno. L’organo, posto nella cantoria sopra l’ingresso principale della chiesa, è opera degli organari Arioli e Franzetti di Gemonio, datato 1833. Nel 1987 è stato sottoposto ad un approfondito restauro eseguito dalla ditta Mascioni di Cuvio.

CHIESA  MADONNA  DEL  S. ROSARIO

Posta lungo l’antica strada che porta verso la Valmarchirolo. La struttura originaria dovrebbe essere del XIV secolo (non è stata trovata documentazione). Mons. Ninguarda la cita nel resoconto della sua Visita Pastorale del 1593. La nomina con il termine di S. Maria di Pra’ Grasso (dal nome della località su cui sorgeva) descrivendola ad una sola navata con due altari di cui uno laterale dedicato a S. Rocco, oggi scomparso. Nella seconda metà dell’ ‘800 alla navata originale ne venne affiancata una seconda e la chiesa venne dedicata alla Madonna del Rosario. La “datazione” di questo ampliamento è intuibile dallo stemma di Papa Leone XIII, pontefice dal 1878 al 1903, affrescato sulla volta della nuova navata.
Al suo interno sono conservati sette affreschi con figure di Santi. Sulla volta della navata più antica vi sono rappresentate le immagini di San Rocco, di San Nazaro e di Sant’Abbondio. Sulla verticale dell’altare vi è la figura di San Domenico e ai lati dello stesso vediamo San Martino e San Giuseppe. Su una parete vi è raffigurata Santa Apollonia con la dicitura “Giov. Maria Rogora F(ece) F(are) P(er) Dev(ozione) – 1630”. All’ingresso principale della chiesa, sotto il porticato, è stato collocato l’affresco che, sino agli anni ’60 dello scorso secolo, faceva mostra di sé sul muro del vecchio cimitero; opera di G. Valli del 1940. Gli ultimi restauri all’edificio risalgono al 2021.

CAPPELLA  DI  SAN  NAZARO

È l’antica chiesa dedicata a San Nazaro di cui non rimane traccia se non in una cappella ristrutturata con alcuni affreschi: un crocifisso al centro e due medaglioni ai lati raffiguranti San Nazaro e il discepolo San Celso, entrambi martirizzati a Milano nel primo secolo dopo Cristo. Sorge sul pianoro in cima ad una collina posta ad est dell’odierna Parrocchiale di Sant’Abbondio, distante circa mezzo chilometro in linea d’aria.
Nella Visita Pastorale nel maggio del 1593 Mons. Feliciano Ninguarda, Vescovo di Como, la descrive ormai in stato di abbandono totale con accanto un cimitero contenente ancora molte ossa. Un restauro completo della cappella è stato compiuto nel 2004.
Curiosità: alla fine dell‘Ottocento presso ciò che rimaneva della costruzione aveva trovato rifugio un eremita: Giovanni Moretti di Villapizzone (Milano); vestito di un semplice saio, viveva in estrema povertà lodando Dio, aiutava le famiglie nei lavori dei campi ricevendo in cambio un piatto di minestra e un bicchiere di vino.

ORATORIO  DEL  SANTISSIMO  SACRAMENTO

Chiesetta tardo-barocca, situata a pochi metri di distanza dalla Chiesa Parrocchiale di S. Abbondio, denominata secondo le più recenti tradizioni popolari “Oratorio Femminile”, od anche “Oratorio dell’Immacolata”.
L’erezione, a cura della Confraternita del Santissimo Sacramento, dovrebbe risalire intorno gli anni 1750-1775, in base all’analisi stilistica. Qualche difficoltà dev’essere intervenuta, probabilmente di carattere finanziario, a bloccare i lavori di finitura.
L’edificio nel corso del tempo ha mutato spesso la sua destinazione: da magazzino della Confraternita, a scuola femminile (da qui il nome di “Oratorio Femminile”), a sala giochi per i ragazzi. Attualmente l’interno è stato ristrutturato e adibito a luogo di preghiera-adorazione. L’esterno della facciata e la meridiana, posta sul lato sinistro, sono state recuperate e restaurate nel mese di luglio 2011.